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Monsupello, debutta il Blanc de Blancs extra brut 100% Chardonnay – La maison d’Oltrepò della famiglia Boatti completa la sua piramide Metodo Classico

Tempo di lettura: 3 min

L’azienda vitivinicola Monsupello di Torricella Verzate, fondata nel 1893, presenta oggi al Castello di San Gaudenzio di Cervesina, in Oltrepò Pavese, una nuova referenza che completerà la piramide spumantistica aziendale: il Metodo Classico Blanc de Blancs, extra brut, 100% Chardonnay, prodotto in sole 5.000 bottiglie.

La referenza è dedicata a Carla Dallera Boatti, moglie del compianto vignaiolo-filosofo Carlo Boatti. È lei che ancora oggi custodisce cultura e valori di una famiglia di contadini diventati imprenditori del vino, che danno identità al Metodo Classico italiano con sacrificio, passione e lungimiranza. Donna Carla ha da sempre lavorato per dare all’azienda immagine e distintività, prova ne siano i 18 Tre Bicchieri Gambero Rosso, il premio Bollicine dell’Anno nel 2015 e la medaglia di platino al Merano Wine Festival nel 2016. La nuova referenza al debutto oggi rappresenta l’emblema della vocazionalità dei vigneti Monsupello e della ricchezza dell’Oltrepò Pavese in termini di terroir e microclima. La coltivazione dei vigneti di Chardonnay non è una novità per Monsupello che già con il vino base e con il suo “Senso”, affinato in barrique, ha dimostrato nella storia grande costanza qualitativa ed espressività nel calice. Sebbene l’identità aziendale sia legata da sempre al Pinot nero, a completare la piramide spumantistica Metodo Classico di Monsupello nel 2020 arriva una produzione in serie limitata, che non teme il confronto con le bollicine italiane ed internazionali più blasonate. Monsupello significa 50 ettari di vigneti e oltre 300mila bottiglie stappate ogni anno in ristorazione, enoteche e wine bar di tutta Italia. Al timone ci sono oggi con il loro carisma i fratelli Pierangelo e Laura Boatti con sua figlia Carlotta, insieme a mamma Carla Dallera Boatti. Il direttore dell’azienda è Marco Bertelegni, un punto di riferimento forte e ben saldo per capacità e competenza nell’arte di una spumantistica che è cultura, un mestiere che si fonde con il sempre attuale insegnamento del fondatore. A curare l’appuntamento odierno di lancio del nuovo prodotto di casa Monsupello è stata Laura Boatti con la sua Tango Wine Agency, società che lega insieme mondi diversi: vino, arte, cultura ed eventi.

La cifra stilistica del Blanc de Blancs

A svelare i segreti del Blanc de Blancs di Monsupello sono le note di degustazione di Lorenzo Ruggeri.

«Colore giallo con riflessi appena dorati e luminosi. Perlage fine e persistente. I profumi richiamano subito la pasticceria, la crema al limone, un cornetto ben sfogliato, il buon burro di montagna. Poi arriva la frutta secca, in particolare la nocciola e una delicata sensazione pepata. In bocca si conferma una cuvée dal ritmo lento e solenne, da assaporare con calma. La carbonica dona una tessitura particolarmente carezzevole, si offre cremoso e ricco nei richiami tostati, un accenno di zafferano per poi sfumare su freschi toni di anice e mandorla; il finale è in pieno equilibrio, ravvivato da un timbro agrumato davvero sfizioso. Morbido, sapido e polposo: ha la consapevolezza e il ritmo delle cuvée che sanno sfidare il tempo».

Abbinamenti consigliati

Ottimo il consumo a tutto pasto, in particolar modo accostato ad un tradizionale risotto con funghi porcini freschi e zafferano o con gamberi rossi di Sanremo e pepe di Sichuan. E’ un calice che però può essere proposto anche da meditazione, in buona compagnia, per creare momenti piacevoli unici.

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