Crisi Horeca, arriva la proposta Bellanova | Centinaio (Lega): «Governo in enorme ritardo, queste le nostre proposte»

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Il prezzo del lockdown pagato dal settore Horeca italiano (hotel, ristoranti e catering) è davvero salato. Dopo mesi di inutile melina, attendismo e dichiarazioni incomprensibili, forse qualcosa si muove seppure con un ritardo siderale rispetto a quanto accaduto negli altri paesi europei.

L’ipotesi era già stata avanzata nel corso del Tavolo con la ristorazione voluto dalla ministra Teresa Bellanova e dal Ministro Patuanelli, tenutosi il 29 maggio scorso: un sostegno al settore ho.re.ca, colpito drammaticamente dalla crisi Covid-19, con ricadute pesanti sull’intera filiera agroalimentare soprattutto nei segmenti d’eccellenza.

Urgenza sostenuta dalla ministra con determinazione, nell’ambito delle azioni da prevedere nel prossimo decreto di sostegno ai settori economici e produttivi, con una proposta già sul tavolo: un Fondo per la ristorazione, valore complessivo circa 1miliardo.

“L’ho ribadito ai colleghi di Governo: la filiera agroalimentare italiana”, dice la ministra Bellanova, “deve essere considerata nella sua prospettiva ampia: dal lavoratore agricolo al consumatore. In questa ottica il settore Ho.re.ca rappresenta un anello cruciale, direi determinante, considerata soprattutto la quota significativa di prodotto agroalimentare nazionale, inclusi vini e bevande, che viene assorbita da ristoranti e pizzerie, e che influisce in modo rilevante sui segmenti di eccellenza delle nostre produzioni. L’emergenza Covid-19 e la prolungata chiusura di gran parte di questi esercizi ha determinato uno stress che si ripercuote su tutti i soggetti economici coinvolti nel sistema agroalimentare. E anche la riapertura in queste settimane vive criticità che non possono essere ignorate, a partire dalla drastica diminuzione dei posti a disposizione nei locali che si riverbera sui fatturati delle imprese di ristorazione già in forte sofferenza e giocoforza anche sui livelli occupazionali”.

Se l’obiettivo immediato e più urgente è “consentire il ripristino di questo importante sbocco commerciale”, prosegue Bellanova, determinante anche per il settore turistico, è necessario “favorire il più possibile la fase di mantenimento in vita degli esercizi di ristorazione con una misura immediata che inietti liquidità per poter mettere queste imprese nelle condizioni di riattivare rapidamente le forniture di alimenti e che potenzi quanto già previsto nel Decreti Liquidità e Rilancio. Ecco dunque la proposta di un Fondo ad hoc, per un Bonus Filiera Italiana. Un bonus di circa 5000 euro a fondo perduto diretto ai 180mila esercizi pubblici di ristorazione (ristoranti e pizzerie) per acquisto di prodotti agroalimentari nazionali. Così garantendo un’immediata iniezione di liquidità nel sistema per favorire i pagamenti delle prime settimane di riapertura e al contempo favorendo e sostenendo l’acquisto di prodotti italiani. In queste settimane tutti abbiamo riconosciuto il ruolo strategico e determinante della nostra filiera agroalimentare. Il senso di abnegazione e la funzione di vero e proprio servizio pubblico esercitata in questi mesi. Tutti abbiamo detto grazie ma non basta. Sostenere la ristorazione significa impedire il venir meno di un pezzo strategico del nostro Made in Italy. Un pezzo su cui si fonda la nostra forza nel mondo. E’ tempo di passare dalle parole ai fatti”.

Intanto a farsi sentire su ritardi e necessità di aiuti immediati è anche l’ex ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio (Lega Nord), intervenuto in Senato in conferenza, insieme a parlamentari leghisti, sul tema dell’emergenza che vive il settore agroalimentare italiano:

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