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Pasqua e Nomisma-Wine Monitor, come cambia il mercato USA

Tempo di lettura: 2 min

Pasqua Vigneti e Cantine ha affidato a Nomisma-Wine Monitor il compito di analizzare le occasioni e modalità di consumo che si stanno creando negli USA in questo frangente di emergenza sanitaria, per affrontare al meglio le sfide che nei prossimi mesi il mondo enologico italiano dovrà affrontare. Negli Stati Uniti, mercato strategico per l’azienda, a fronte di un 40% di intervistati che dichiara di aver ridotto i propri consumi in quarantena, fa da contraltare un 37% di winelovers che non ha modificato il consumo di vino, mentre il 23% dichiara invece un incremento. Dato che sale al 25% per chi sta usufruendo dello smart working e per gli amanti del vino rosso. Accanto a un maggiore consumo durante i pasti (26%) e all’aperitivo (20%), il 27% degli intervistati beve più vino in momenti di relax, quota che arriva al 32% per chi lavora da casa e al 30% per chi preferisce i rossi. E se il 19% dei consumatori di vino italiano ha aumentato i propri acquisti, lo ha fatto anche perché alla ricerca di maggiore qualità rispetto a prima. Etichette da meditazione come l’Amarone sembrano quindi avere la meglio su altre categorie enologiche.

I cambiamenti si riflettono anche sulla capacità d’acquisto: il 43% ha speso di più per il vino nelle ultime due settimane. Risultati interessanti da analizzare, a fronte di una crescita costante – anche nel 2019 – che diventa per Pasqua Vigneti e Cantine leva per affrontare la crisi del Covid-19, con la dovuta cautela ma anche fiducia verso le future congiunture economiche e la ripartenza del settore, una volta superata l’emergenza. L’azienda raggiunge il traguardo dei suoi primi 95 anni di attività confermandosi tra i leader nel proprio mercato competitivo e cresce del 10% rispetto all’anno precedente, con un incremento da 54 a 60 milioni di euro di fatturato consolidato, mantenendo costante il numero di bottiglie prodotte.

Il presidente Umberto Pasqua spiega: «È proprio in queste situazioni che è importante mandare un segnale forte, innanzitutto ai propri dipendenti e poi al mercato. Ecco perché abbiamo attivato un’assicurazione sanitaria a copertura di tutti i nostri lavoratori e abbiamo erogato loro un bonus al 100%, pari a circa una mensilità media. Siamo convinti che la chiave del successo delle nostre etichette non dipenda solo dalla bontà dei nostri vini, ma anche e soprattutto dalle persone che contribuiscono alla loro creazione».

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