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“La stirpe del vino”, Attilio Scienza racconta la storia del vino che ha un’anima

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[intro-text size=”25px”]Continua il tour di presentazione dell’ultima fatica letteraria del professor Attilio Scienza, decano dei ricercatori nonché esperto internazionale di genetica della vite. Nel suo libro “La stirpe del vino” (Sperling & Kupfer) racconta la storia millenaria di un prodotto che dà identità, storia e unicità ai territori nei quali nasce e che più che essere nutrimento o bevanda è cultura. [/intro-text]
In principio fu il Pinot: capriccioso, poco produttivo, instabile nel colore, eppure capace di regalare vini così eleganti e profumati che generazioni di uomini, innamorati del suo succo, lo hanno curato e diffuso. E il Pinot li ha ripagati: mutevole per natura, ha dato origine al Pinot bianco e al Pinot grigio; incrociandosi, ha generato lo Chardonnay e forse il Traminer, dal quale derivano il Cabernet Sauvignon e il Merlot. In Italia ha per nipoti Marzemino, Lagrein e Refosco. La sua storia è esemplare: oggi in Europa si contano circa diecimila vitigni, diversissimi fra loro, che discendono però da pochi avi fondatori. L’analisi genetica ha rivelato insospettabili storie di incroci, scambi e migrazioni – come la probabile origine meridionale del Sangiovese – che vanno a intrecciarsi con racconti di conquiste, viaggi ed esplorazioni. Furono i mercanti a introdurre vitigni esotici, come moscati e malvasie, e gli uomini che si allontanavano dalla loro terra a portare con sé le proprie radici sotto forma di piante, andando a contaminare il patrimonio locale, fino a creare nuove varietà.
Nel libro Attilio Scienza, insieme a Serena Imazio, studiosi e ricercatori della genetica della vite, ricostruiscono per la prima volta la famiglia del vino: muovendosi fra analisi del DNA, archeologia, antropologia, mito e letteratura, raccontano l’origine e la storia dei grandi vitigni. Che è anche la storia dei territori in cui sono nati o hanno trovato casa e la storia degli uomini che alla vite hanno dedicato la loro vita. Un libro che non dovrebbe mancare nelle case di chi sa cosa sia davvero il vino e di quali valori è portatore. Scienza è un luminare: professore ordinario fuori ruolo presso l’Università degli Studi di Milano, dove ha insegnato Miglioramento genetico della Vite. I suoi temi di ricerca riguardano il miglioramento genetico delle varietà e portinnesti per incrocio e per selezione clonale, la valorizzazione dei vitigni antichi, lo studio delle interazioni tra il vitigno e l’ambiente ai fini del miglioramento della qualità dei vini. Si è occupato della salvaguardia e valorizzazione del germoplasma georgiano. È autore di 350 pubblicazioni scientifiche e di 15 libri, accademici e divulgativi, su argomenti relativi alla descrizione delle varietà, i loro rapporti con l’ambiente e la loro origine storica. Nel suo ultimo libro sceglie il linguaggio della divulgazione per far riflettere su vitigni che sono vere e proprie identità.
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