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Il vino si vende meglio se lo si racconta ogni giorno a winelovers vecchi e nuovi sui canali social, a partire da Facebook e Instagram. Una consuetudine nata per gioco ora diventa una professione e non bisogna sbagliare o improvvisare. Far arrivare l’identità della propria etichetta ai consumatori e anche a coloro che in un calice sorseggiano cultura è la nuova frontiera: cresce la richiesta di social media manager preparati. 

Non è un caso se le cantine italiane strizzano l’occhio a un nuovo modo di comunicare. A dimostrarlo è la quinta edizione della ricerca condotta da FleishmanHillard – Omnicom Pr Group Italia (società di consulenza strategica in comunicazione) che ha analizzato la presenza e le attività online delle prime 25 aziende vinicole italiane per fatturato secondo l’indagine Mediobanca 2018. Lo studio è stato realizzato confrontando i risultati con i trend rilevati dal 2014.

L’analisi registra in particolare una crescita di Instagram con 15 aziende su 25 che gestiscono un canale nel 2018 contro le sole 6 del 2014. Facebook rimane il canale più amato (21 aziende contro le 17 del 2014) seguito da YouTube (18 vs le 15 del 2014) e Twitter (15 vs 11 del 2014). Male invece – si legge in una nota- le aziende (3 in totale) che presentano una sezione dedicata all’e-commerce sul proprio sito: la maggioranza delle cantine – spiegano gli analisti – preferisce affidare le vendite online a piattaforme esterne specializzate, probabilmente per via del fatto che nelle aziende non vi sarebbero il tempo, le competenze e l’attenzione per gestire da soli un sistema di vendita.

In aumento anche il numero di follower e iscritti su tutte le piattaforme. Nello specifico i follower di Facebook ammontano oggi in aggregato a 3.333.627, +657% rispetto ai 440.999 del 2014. Fase positiva anche per Instagram: 63.064 nel 2018, contro i soli 746 del 2014 (+8.354%). Trend con il segno più per Twitter e YouTube, rispettivamente con un aumento di oltre 27.000 e 4.000 follower. Viene inoltre segnalato che nel 2018 il 64% delle aziende parla di vitigni autoctoni (19% nel 2014) e il 40% suggerisce enoteche, percorsi e degustazioni contro il 15% del 2014. Infine la quasi totalità delle aziende (24 su 25) presenta nel 2018 siti in almeno due lingue: Italiano e Inglese, mentre un’azienda su tre anche in Tedesco. Da segnalare in ultimo un aumento di chat dedicate a curiosi e clienti (quasi tutte su Facebook Messenger): nel 2018 ne fanno uso ben 16 aziende su 25.

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