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La Versa, il ritorno del “brand” del Metodo Classico italiano

Tempo di lettura: 2 min

[intro-text size=”25px”]Torna protagonista sullo scenario nazionale il grande Metodo Classico italiano di casa La Versa. L’azienda riavviata dalla cordata Terre d’Oltrepò e Cavit ora guarda al futuro con uno staff giovane e preparato, animato dalla voglia di un ritorno in grande stile nel canale Horeca. L’asso vincente c’è già e si chiama «Collezione 2007». Si tratta dell’Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG, millesimato, presentato a Vinitaly, destinato a un pubblico d’intenditori in ristoranti ed enoteche. Nel calice tutta la storia, l’identità e l’eleganza della cantina di Santa Maria della Versa e di un territorio che è capitale italiana di una varietà inimitabile per la grande spumantistica.[/intro-text]

«La Versa sarà ancora il punto di riferimento nazionale del Metodo Classico Pinot nero di colline straordinariamente vocate – spiega il neo presidente, Andrea Giorgi -. In questa cantina dell’Oltrepò è racchiuso un tratto distintivo del miglior “made in Italy”, quello che nasce dalla fusione tra natura, tradizione, impegno dei nostri soci viticoltori e del nostro staff di cantina. Mettiamo grande cura dalla vigna all’affinamento, per arrivare al packaging. Le nostre etichette sono uniche per tutti questi motivi». Un messaggio importante che parte dalla capitale italiana del Pinot nero, l’Oltrepò, dove si produce Metodo Classico fin dagli albori della spumantistica italiana. La Versa fu fondata il 21 maggio del 1905 da Cesare Gustavo Faravelli. In pochi anni la Cantina crebbe fino ad essere insignita del “Grand Prix” all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1937, per giungere infine ai successi del Duca Giuseppe Antonio Denari, colui che ha portato La Versa al successo internazionale.

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Oggi il presidente Andrea Giorgi e il suo consiglio d’amministrazione, insieme al direttore commerciale Marco Stenico, all’enologo Andrea Rossi e al nuovo team puntano a far tornare l’azienda agli antichi fasti. «Qui si è fatta la storia dell’enologia italiana – ricorda Giorgi -, ora dobbiamo scrivere il futuro per noi e per la moltitudine di piccole aziende del territorio che si stanno specializzando nel Metodo Classico, la nostra DOCG. Il nostro spumante non rifermenta un mese in autoclave, si eleva in bottiglia con il trascorrere degli anni nel nostro suggestivo caveau sotterraneo. Non offriamo un piacere effimero, nel calice portiamo emozioni».

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