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Oltrepò Pavese, le colline del Pinot nero protagoniste a Vinitaly

Tempo di lettura: 3 min

[intro-text size=”25px”]Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese torna da Vinitaly, insieme a PaviaSviluppo, con un pieno di consensi, tanti contatti e un’iniezione di vitalità. Il nuovo stand consortile orientato al business, con la sua sala degustazione privata che ha ospitato appuntamenti d’affari e delegazioni estere, ha portato a una maggiore focalizzazione su cultura e narrazione del territorio e della sua identità. [/intro-text]

Apprezzamenti anche per il calice personalizzato per le bollicine Metodo Classico Pinot nero di Spiegelau, che ha consentito di apprezzare al meglio le bollicine d’Oltrepò, le vere protagoniste della cinquantaduesima edizione del Salone Veronese. L’afflusso di pubblico è stato alto ed incessante, con maggiori picchi nei giorni di domenica e lunedì. Più 7% di pubblico e operatori rispetto all’edizione scorsa. Solo al banco d’assaggio del Consorzio sono state stappate un totale di 200 bottiglie, tra Metodo Classico DOCG (bianco e Cruasé) e Pinot nero in rosso, per un totale di oltre 2.600 degustazioni servite dalle sommelier selezionate da Aspi. Al resto hanno pensato le 34 aziende produttrici presenti al Palaexpo nel quartiere Oltrepò, insieme alle altre 13 fuori dal Padiglione Lombardia.

A Verona si è parlato molto di vino ma anche di territorio, turismo enogastronomico, accoglienza, del modello del Castello Malaspina di Varzi, dell’Enoteca Regionale della Lombardia di Cassino Po che si appresta ad arricchirsi delle attività nazionali della Scuola di Cucina di Perugia. Il Consorzio ha presentato a Verona anche il libro bianco sull’Oltrepò del vino realizzato dall’Osservatorio Wine Marketing consortile, nato dalla collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia, oltre agli studi di neuromarketing dell’Università IULM di Milano. Nella sala eventi del PalaExpo di Regione Lombardia si è parlato di Oltrepò come non mai. L’ha fatto anche la stampa di settore, a partire dal Corriere Vinicolo che ha messo il territorio in prima pagina. L’hanno fatto anche i degustatori di 5StarWines, concorso enologico internazionale abbinato alla Fiera, che ha consacrato l’altissima qualità enologica delle produzioni locali premiando aziende di prestigio con Metodo Martinotti (Vanzini), Metodo Classico (Berté&Cordini, Tenuta Il Bosco), Cruasé (Terre d’Oltrepò, Tenuta Il Bosco) e Sangue di Giuda (Vanzini).

Il presidente del Consorzio, Michele Rossetti, esprime soddisfazione e sprona a guardare avanti: «I nostri vini Doc e Docg hanno convinto professionisti e winelovers. Non siamo più percepiti come una terra da vini quotidiani, si approcciano a noi partendo dalla consapevolezza che ci sono prodotti “premium” che si chiamano Metodo Classico, Metodo Martinotti, Pinot nero e Buttafuoco. Vi è poi stata una grande considerazione per il Sangue di Giuda, specie da parte degli operatori stranieri, oltre che per i Riesling di lungo affinamento. L’Oltrepò può dire la sua. Ora la sfida è specializzare i marchi aziendali. Sogno un Vinitaly con stand dedicati alla comunicazione visiva di una sola tipologia bandiera, capace di trascinare nel percepito tutte le altre».

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