Italia al voto, ma chi parla di agricoltura ed enoturismo?

Italia al voto, ma chi parla di agricoltura ed enoturismo?

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[intro-text size=”25px”]Infuria la campagna elettorale ma agricoltura, vitivinicoltura, enoturismo e la gestione sostenibile dei territori non sono temi che interessano quanto dovrebbero visto ciò che rappresentano. A denunciarlo è l’Associazione Nazionale Città del Vino. I sindaci dall’associazione, rete di 450 comuni italiani a vocazione vitivinicola nata nel 1987, invitano partiti e candidati a rimettere al centro del dibattito temi che potrebbero essere strategici per il futuro economico dell’Italia delle unicità che stanno in un piatto o in un bicchiere.[/intro-text]

«Dobbiamo ribadire il ruolo dell’agricoltura e la centralità dei Comuni, unici strumenti utili per un efficace controllo del territorio sotto vari punti di vista: urbanistico, ambientale, produttivo e sociale – sottolinea il presidente delle Città del Vino, Floriano Zambon -. Ci aspettiamo nei programmi politici un’agenda che metta in cima alle cose da fare l’innovazione tecnologica, lo sviluppo dell’enoturismo e il sostegno a un’agricoltura di qualità come risorse economiche, ambientali ed occupazionali».

L’associazione segnala tra l’altro la necessità di un Osservatorio Nazionale dell’Enoturismo, più volte caldeggiato dalle Città del Vino come strumento di monitoraggio e sviluppo di un comparto del turismo che può raggiungere numeri decisamente più alti di quelli registrati finora (un giro d’affari di 2,5/3 miliardi di euro e 14 milioni di visite enoturistiche secondo l’ultimo rapporto Città del Vino/Università di Salerno). «Oggi il 92% delle produzioni tipiche nazionali e il 79% dei vini pregiati, in sintesi il grosso delle Dop, Doc e Docg, nasce nei territori dei piccoli Comuni, quelli con meno di 5mila abitanti – puntualizza Zambon -. E’ evidente il ruolo dell’agricoltura come fattore d’identità, economia, paesaggio e qualità della vita. In particolare va segnalato il ruolo del vino, il prodotto più importante insieme all’olio come elemento di valorizzazione del tessuto territoriale». I politici italiani non se ne curano nelle loro tribune televisive, eppure il mondo parla di marketing territoriale come del più importante volano dell’economia di domani.