Damiano Dorati, in Oltrepò l’alta cucina abbraccia la storia

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In Oltrepò c’è un ristorante in cui passato, presente e futuro convivono in un mosaico inscindibile: l’Hosteria La Cave Cantù. E’ a Casteggio, in un suggestivo palazzo del 1700 riconsegnato dal Comune al suo antico splendore per farne un luogo di cultura, di racconto e valorizzazione.

Certosa Cantù

Ad accogliere gli ospiti gourmet c’è Damiano Dorati, la cui cucina è focalizzata sia sulla cultura del suo territorio di nascita, l’Oltrepò Pavese, che sulle contaminazioni positive messe a frutto nel tempo, attraverso lo studio di stili e di prodotti scelti. Nel suo bagaglio c’è oggi un patrimonio di tradizioni e prodotti enogastronomici, reinterpretato con stile personale e giocoso. La sua creatività è dialogo tra ingredienti di qualità, ricercati in Italia e nel mondo.

Carpacci di pesce crudo e crostacei, citronette leggera (a parte) soia e miele, composta di rafano, peperoncino

Dorati, originario di Varzi, ha iniziato ad appassionarsi alla sua arte molto giovane, ispirato dalle persone che in famiglia si tramandavano ricordi e ricette. La nonna, in particolare, custode di saperi antichi come di semplici merende a base di “schite” e Salame di Varzi DOP, lo ha iniziato a una passione che nel tempo si è rafforzata, divenendo ricerca attraverso studio e viaggi, con un’affettuosa predilezione per il Sudamerica.

Risotto Carnaroli extra del Basso Pavese nero di seppia, crudo di gamberi rossi di Mazara e panna acida

Dall’intreccio tra storia familiare, formazione ed esperienza, maturata in particolare accanto allo stellato Ivan Musoni, è scaturito uno stile unico e contemporaneo, fondato su amore per le proprie radici e curiosità per altre culture, apprendimento della tecnica e apertura all’innovazione.

Lo chef Damiano Dorati accanto alla moglie insieme a un gruppo di ospiti

Il viaggio all’Hosteria La Cave Cantù di Casteggio è cominciato nel 2015 insieme alla compagna di vita e di lavoro Maria Peña, attenta alla cantina – che dal territorio dell’Oltrepò Pavese si apre all’Italia – e a tutti i dettagli dell’accoglienza che fanno del ristorante un luogo che sa emozionare.

A impreziosire la proposta è anche il palazzo storico che ospita il ristorante. La Certosa Cantù, di recente restaurata a cura dell’amministrazione comunale, rappresenta il fulcro della vita culturale casteggiana. All’interno della più importante testimonianza artistica del ‘700 casteggiano si trova l’ambiente ideale per l’organizzazione di eventi uniti dal denominatore comune della qualità.

Nel medesimo edificio che ospita il Civico Museo Archeologico, una delle collezioni più interessanti dell’intera Lombardia, ha sede la Biblioteca Civica, con la sala di lettura e lo spazio multimediale. Edificata fra il 1700 e il 1705 dai monaci seguaci di San Brunone, la Certosa Cantù passò a privati nell’Ottocento e fu lasciata in eredità al Comune dal suo ultimo proprietario, il professor Luigi Cantù.

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