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Rapporto Coop 2017, un’istantanea a trend e abitudini di consumo

Tempo di lettura: 2 min

Il Rapporto Coop 2017 è una miniera d’informazioni utili per indagare trend e abitudini di consumo. Elisa Conz, ricercatrice dell’Università degli Studi di Pavia, responsabile dell’Osservatorio Wine Marketing del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, ha riassunto la ricerca in alcuni dati salienti: «Ambiente, cibo, casa. Queste sono le parole scelte dagli italiani come più importanti per il loro futuro ed emerse dallo studio di Demos-Coop.

Gli stili alimentari seguono le stagionalità e le mode del momento, diventando strumento d’identificazione e distinzione sociale. Il cibo si evolve in ‘estetica’, come dimostrato dalla ‘foodporn-mania’ e la tendenza dilagante a fotografare piatti e vini, non a caso il cibo è il soggetto più fotografato su Instagram». C’è anche voglia di sostenibilità: «Le preferenze alimentari – spiega Conz – vengono anche influenzate dall’eco-sostenibilità dei prodotti consumati: il 70% dei Millenials afferma che l’eco-sostenibilità della merce impatta sulla decisione d’acquisto, così come il valore ‘local’ di un prodotto legato a uno specifico territorio così come l’attenzione dell’azienda produttrice alla trasparenza della filiera produttiva».

Inoltre l’aumento del valore nel carrello, con più volumi e meno promozioni, è segnato da un miglioramento qualitativo dei prodotti scelti che coinvolge anche il vino rosso certificato, DOC e DOCG, con una variazione positiva del 1% rispetto al 2015. Vino che viene percepito come ‘alimento terapeutico’ e che a totalizzato 548 milioni di vendite nell’ultimo anno nella grande distribuzione organizzata (GDO), con previsioni di vendita del +4% per il 2017/18. I trend del settore vitivinicolo segnano un +26% nella prima metà del 2017 per spumanti e champagne e una ripresa dei volumi di vendita per canali distributivi più di nicchia quali vendita diretta in cantina ed enoteche. Aumentano del 5% le vendite di vini certificati e diminuiscono del 3% quelle di vini comuni.

Cresce la sensibilità per la variante biologica, dimostrata da un incremento del 25% delle vendite di vino biologico nella GDO nell’ultimo anno. Considerando invece le caratteristiche del consumatore di vino, a sorpresa emerge come siano proprio i Millenials (21-40 anni) a guidare il trend di riscoperta del vino in termini di qualità, varietà enologica, provenienza geografica e certificazione, differenziandosi dagli statunitensi ancora attratti principalmente dal brand. In crescita la partecipazione alle manifestazioni enologiche: nel 2016 24 milioni di italiani hanno partecipato ad eventi a tema vino. Cresce anche l’interesse all’estero per il vino italiano con un +4,3% dell’export 2016 sul 2015. Mercati principali Germania e Stati Uniti e forti trend di crescita in Cina.

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