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Via alla vendemmia 2017, primo grappolo il 2 agosto in Oltrepò

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Il 2 agosto con il taglio del primo grappolo di Pinot nero base spumante a Oliva Gessi, in Oltrepò Pavese, ha preso il via la vendemmia 2017 in Lombardia. Di pari passo via alla raccolta dello Chardonnay in Franciacorta. La siccità, seguita alle gelate tardive di fine aprile, ha spinto a raccogliere le uve con un anticipo di dieci giorni rispetto a quanto accaduto dal 2007 a oggi. Previsto un calo della produzione tra il 10 e il 15% rispetto ai 51,6 milioni di ettolitri di vino prodotti in Italia lo scorso anno.

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La vendemmia parte anche con all’orizzonte ottime notizie per l’export di vino italiano: +4,7% rispetto all’anno scorso, quando avevano generato un business da 5,6 miliardi di euro. In Italia la vendemmia parte tradizionalmente con le uve Pinot e Chardonnay, a settembre e a ottobre si proseguirà con la raccolta delle grandi uve rosse autoctone, dalla Croatina al Sangiovese, dal Montepulciano al Nebbiolo, per poi finire a novembre con le uve di Aglianico e Nerello. In Italia operano 200mila aziende vitivinicole su 650mila ettari di vigne, dei quali 480mila Docg, Doc e Igt.

In Italia se non ci saranno sconvolgimenti si prevede che la produzione made in Italy sarà destinata per oltre il 40 percento ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 percento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 percento a vini da tavola”. La vendemmia attiva in Italia un motore economico che genera oltre 10,5 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e dà opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone, anche se quest’anno vanno segnalate difficoltà determinate dall’abrogazione dei voucher con i ritardi burocratici nell’avvio dei nuovi strumenti che rischiano d’impedire a pensionati e studenti di partecipare alla tradizione della raccolta.

Dopo dieci anni si tratta della prima vendemmia senza voucher, nati nel 2008 proprio per agevolare le operazioni di raccolta delle uve, e il primo anno con i registri dematerializzati: il sistema è rivoluzionario e garantirà maggior tracciabilità ma chi deve gestirlo e implementarlo è in ritardo, in tutta Italia. Per ora è una rivoluzione a metà.

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