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Una crescita inarrestabile per il vino biologico italiano, che all’estero diventa un business in forte crescita a valore e che in Italia si consolida. L’anno scorso le vendite di vino biologico hanno realizzato un giro d’affari di 275 milioni, +34%. I consumi interni (grande distribuzione organizzata, canali specializzati in prodotti biologici, enoteche, ristorazione/wine bar, vendita diretta) hanno ormai raggiunto il 30% del totale (83 milioni di euro, +22%). Un italiano su 4 (il 21%) ha scelto il vino biologico nel 2016 almeno una volta. L’export vale invece 192 milioni di euro, con un balzo del 40%.

I dati emergono dalla ricerca Wine Monitor Nomisma realizzata per Federbio e Ice, agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in occasione del Vino Bio Day in scena il 18 luglio a Roma. Secondo lo studio della società di ricerca nel 2016 il 79% delle aziende che producono vini biologici l’hanno esportato con successo. Soprattutto nell’Unione Europea (66% a valore) e, come per l’agroalimentare, la Germania rappresenta il mercato di riferimento per i vini italiani bio (33% del fatturato estero realizzato nel 2016), seguita dagli Stati Uniti (12%).

Un mercato dinamico che porta le aziende a pianificare e darsi prospettive. Per il prossimo triennio a trainare le vendite all’estero saranno soprattutto i mercati terzi, primo fra tutti quello statunitense (per il 28% degli operatori); ottime aspettative anche per il mercato dell’Unione Europea. La maggior parte delle imprese sono ottimiste: 1 su 4 prevede un forte aumento (di oltre il 10%) del proprio fatturato sui mercati esteri nei prossimi 3 anni, un ulteriore 54% prevede comunque una crescita (compresa tra +2% e +10%). Più dei due terzi delle aziende scommette sulla crescita dell’export e le imprese rimanenti non prevedono per il futuro variazioni sostanziali del giro d’affari.

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