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Bollicine in Castello, l’Oltrepò celebra il Metodo Classico

Tempo di lettura: 2 min

[intro-text size=”25px”]La cultura del Metodo Classico italiano in vetrina al Castello di San Gaudenzio in Oltrepò Pavese. Da oggi a lunedì va in scena “Bollicine in Castello” (www.bollicineincastello.it), gran galà della spumantistica nazionale giunto alla sua quarta edizione. [/intro-text]

La cornice esclusiva della manifestazione sarà ancora una volta quella del Castello di San Gaudenzio di Cervesina, hotel a 4 stelle ricavato un edificio storico di pregio che rappresenta il contesto ideale per favorire una piena valorizzazione di tutte le aziende partecipanti.

Accanto al meglio della spumantistica Metodo Classico troverà posto l’esposizione e vendita di alcune produzioni gastronomiche di pregio. Madrina dell’evento sarà la sommelier pavese dell’AIS, Elisa Cremonesi, cui è stata affidata la selezione dei marchi che verranno coinvolti. I partner della quarta edizione saranno tutti davvero prestigiosi.

La manifestazione si aprirà stasera con una cena di gala nel curato ed elegante ristorante del Castello. Ai tavoli, insieme ai titolari delle aziende partecipanti, prenderanno posto opinion leader del settore per una cena-racconto dedicata all’eccellenza spumantistica italiana, tra storia e futuro. I banchi d’assaggio saranno aperti al selezionato pubblico domani, dalle ore 10 alle ore 19. Prezzo d’ingresso con calice e tasca: 20 euro. Per i soci AIS, ONAV, FISAR biglietto scontato a 10 euro.

Sempre domani, alle ore 16, andrà in scena un focus dedicato al turismo: «Oltrepò Pavese: abbiamo una storia da raccontare». La giornata di lunedì sarà riservata agli operatori invitati del canale HoReCa, dalle ore 10 alle ore 18. L’evento porta la firma di Mabedo, i cui titolari Gian Marco Bianchi e Filippo Quaglini intendono i grandi spumanti nazionali quali elementi distintivi dell’italian style e come traino di una nuova economia legata al turismo esperienziale del gusto.

A “Bollicine in Castello” si rifletterà anche sull’export delle bollicine, in particolare verso gli Stati Uniti dove per gli spumanti italiani si assiste a un vero e proprio “boom”. I dati Iwfi, Italian wine & food institute, segnalano un incremento di importazioni dall’Italia del 30,8% in quantità e maggiore, del 36,4% in valore pari a 632.258 ettolitri, per un giro d’affari  di 353 milioni di dollari e 456mila. Segno che le bollicine italiane piacciono e che la componente prezzo non è determinante nella scelta, anzi. Lo spumante segue il trend degli altri vini fermi, che in totale vedono l’Italia primo esportatore per valore negli Stati Uniti. Una classifica che conferma l’appeal delle etichette del Belpaese sulle tavole degli americani, dove spesso sono i nostri ristoratori, chef stellati o semplici cuochi, a fare da ambasciatori.

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