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Effetti delle gelate, parla Assoenologi

Tempo di lettura: 3 min

[intro-text size=”25px”]Combattono ogni giorno per la qualità, ma le follie del meteo possono vanificare in pochi giorni i loro sforzi. E’ la storia dei vitivinicoltori italiani, che fanno i conti con i danni delle gelate di fine aprile. Franciacorta e Oltrepò Pavese tra i territori più colpiti, ma danni importanti anche in Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna.[/intro-text]

Assoenologi fa una prima stima dei danni, dopo che nelle mattinate tra martedì 18 e venerdì 21 aprile un’ondata di freddo proveniente dal Nord Europa si è abbattuta sull’Italia. Così, dopo un avvio di prima vera mite con temperature sopra la media, è tornato l’inverno un po’ ovunque. «Le temperature, soprattutto nelle regioni del Nord e Centro Nord – ricorda Assoenologi – sono scese repentinamente a valori al di sotto o prossimi allo zero e, in alcune zone d’Italia, anche la grandine ha fatto la sua parte».

La gelata dello scorso aprile non può essere considerata il risultato di un fenomeno meteorologico normale. Lo dimostra la dimensione europea dell’evento e la gravità del danno. Molto raramente, infatti, si associano gli effetti di un raffreddamento dovuto allo spostamento di grandi masse fredde dall’Artico, con quelli della perdita di calore dal suolo per irradiamento e, in molti casi, per la caduta di aria fredda lungo le pendici verso le zone più basse.

La situazione è stata poi aggravata dall’avanzato sviluppo dei germogli per le favorevoli condizioni del mese di marzo. Secondo le rilevazioni effettuate da Assoenologi i danni sembrerebbero ingenti. Si parla di vigneti colpiti a macchia di leopardo, soprattutto nei terreni a fondo valle e in quelli pianeggianti, oltre che i nuovi impianti, particolarmente sensibili. Secondo l’associazione degli enologi il risultato degli interventi agronomici per il recupero della produzione dell’annata in corso si prospettano molto aleatori. In generale i vigneti della Lombardia posizionati in zone pianeggianti o comunque con poco ricircolo d’aria sono state maggiormente penalizzate.

Per effetto di inversione termica sono stati molto più limitati i danni in zone collinari e comunque sempre in forme di allevamento con capo a frutto più distante da terra. La Franciacorta è probabilmente la zona più colpita vista la precocità de i vitigni e la posizione. Si stima dal 40 al 50% di germogli colpiti in particolare in zone pianeggianti e su tutti e tre i vitigni. Sorte migliore ai vigneti allevati a Sylvoz e in prossimità del lago d’Iseo. Per le vigne Lugana e Garda, la vicinanza del lago ha molto limitato i danni che vengono stimati in circa 15/20% dei germogli in particolare sulle varietà a bacca bianca e rossa precoce. Nel comune di Botticino, essendo quasi esclusivamente uve rosse danni limitati a un 10-12%, mentre in Valcalepio sono sati pochi i danni e limitati a posizioni particolari di fondovalle o esposizioni poco soleggiate.

In Oltrepò Pavese la situazione risulta molto difforme sia per posizione che per vitigno. Le gelate hanno causato un danno sui germogli pari a circa 20% Ad essere colpiti sono stati in particolare vigneti nelle vallate dove il danno arriva anche al 90-95%. In Valtellina pochi se non nulli i danni e comunque limitati a posizioni particolare o esposizioni poco soleggiate.

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