Beghi (Gambero Rosso) e l’Oltrepò Pavese del Bonarda

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maxresdefault (1)Il degustatore del Gambero Rosso, Francesco Beghi, dal suo blog suggerisce all’Oltrepò Pavese di ripartire dal Bonarda. La sua riflessione s’inserisce sulla falsariga del lavoro che il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese presieduto da Michele Rossetti sta portando avanti da oltre un anno a questa parte, nell’ambito del percorso di revisione complessiva di tutti i disciplinari di produzione in essere, per una tracciabilità nuova con la fascetta di Stato su tutte le DOC oltre che sulla DOCG (per una salvaguardia dei prezzi oltre che per garantire il consumatore) e per un regolamento assembleare che consenta di dar più peso ai piccoli produttori, in un territorio in cui la cooperazione ha un peso decisamente grande e che per effetto del modello di statuto dei consorzi “erga omnes” imposto dal Mipaaf detiene una leadership, in base al peso ponderale che lega voti e rappresentatività alle quantità di uve e vino prodotti ogni anno.

Il lavoro di revisione del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese è stato già al centro dell’attenzione di vari organi di stampa e di un convegno organizzato a Broni “Villa Nuova Italia” il 2 aprile 2016 nel corso del quale il presidente Rossetti ha presentato tra le linee guida primarie proprio il riordino del disciplinare del Bonarda nel senso suggerito da Beghi. Il Consorzio, non da oggi, va nella direzione di fare chiarezza in merito al Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC, rendendolo unicamente il vino rosso frizzante espressione del territorio, senza equivoci o altre versioni. Il tema è già stato discusso e approvato dal Cda del Consorzio nella primavera scorsa e la nuova bozza di disciplinare del bestseller d’Oltrepò lo prova. Un vino quotidiano di alta qualità, insomma, che può ambire per numeri (20 milioni di bottiglie/anno) a essere una bandiera del primo territorio vitivinicolo di Lombardia in cui la Croatina, vitigno-madre di questo storico vino, vanta 4.000 ettari di superficie coltivata. Fa certamente piacere che un degustatore professionale, come Francesco Beghi, sposi la strategia del Consorzio. Critica e parte tecnica sono totalmente allineate.

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